ODONTOIATRIA CLINICA

Sito a cura dei Dottori
Umberto Molini e Alessandro Fedi

hanno collaborato i Dottori
Marco Rossi e Enzo Rossi

Gnatologia e Posturologia

Introduciamo con questa pagina una materia controversa, la gnatologia, le cui problematiche stanno a cuore a molti pazienti sofferenti. Errori metodologici nella ricerca e nella pratica clinica derivanti da veri e propri "tunnel mentali" coinvolgenti sia gli operatori sanitari che i pazienti hanno creato una pletora di equivoci e, diciamolo pure, di diffidenza  reciproca nell'evoluzione di questo specifico  rapporto medico-paziente. La causa principale a nostro parere deriva dal passato, che viene fatto sopravvivere ancor oggi da dottrine "tradizionali" e quindi da molti operatori odontoiatri, in cui mancava o era solo accennata  un'ottica sistemica. Invece Il Sistema Stomatognatico è davvero un sistema complesso, a sua volta sottosistema del Sistema Posturale Globale, e presenta quindi le proprietà  autoreferenti dei sistemi complessi: è impossibile prescindere dalla conoscenza e dall'applicazione di queste nella diagnosi e nella clinica operativa.  E poiché paziente e medico interagiscono a loro volta in un sistema di reciprocità vogliamo ricordare  la necessità che  il paziente debba assumere  un ruolo attivo nel perseguire l'obiettivo salute riconoscendo nel medico il suo naturale collaboratore.

Gnatologia è il termine che indica in senso stretto la branca medica che si occupa delle mascelle e di quanto è loro connesso ossia denti, articolazione temporomandibolare, muscoli della masticazione e sistema nervoso.

La gnatologia è nata circa un secolo fa per creare metodi di ripristino funzionale per lo più in pazienti edentuli (senza più denti), evenienza molto frequente nel passato, mentre oggi è parte determinante di qualsiasi intervento sia minimo, come dei semplici restauri dentali, che più importante, come un trattamento ortodontico o protesico con o senza implantologia.

In contrapposizione all’empirismo della maggior parte dei dentisti, gli gnatologi hanno creato nei decenni apparecchiature di misurazione evolutesi nel tempo, secondo il progredire tecnologico, che avrebbero dovuto portare a determinare con precisione l’equilibrio dei rapporti tra le strutture dentali, quelle osteomuscolotendinee e il sistema nervoso. In realtà l’arbitrarietà delle teorie del passato portò spesso (e fino a tempi molto recenti) a far sì che i maggiori danni ai pazienti fossero perpetrati da dotti gnatologi piuttosto che dentisti meno dotti, ma di maggior buon senso e “pollice verde”.


Le cose oggi sono cambiate. La visione olistica dell’uomo che negli ultimi vent’anni si è sempre piu’ affermata tra gli operatori della salute ha fatto sì che lo gnatologo veramente moderno abbia oggi un atteggiamento rivolto sì all’equilibrio mascellare, ma non più slegato dall’equilibrio di tutta la persona.
La gnatologia moderna si è quindi integrata nella “posturologia”. Quest’ultima si occupa dell’equilibrio statico e dinamico di tutta la persona intesa come psicosoma e considera il sistema stomatognatico (bocca e mascelle) in stretta connessione con altri sistemi e sottosistemi che integrandosi tra loro contribuiscono all’omeostasi e al buon funzionamento del corpo e della psiche.

La visione olistica e sistemica dell’uomo è avvincente perché integra l’operato degli specialisti di branca come per esempio oculisti, ortopedici, otorinolaringoiatri, neurologi, psichiatri, chiropratici, osteopati, fisiatri, fisioterapisti, omeopati, dentisti ed ortodontisti in una visione unitaria del paziente, sottraendo così lo stesso all’angheria spersonalizzante dello spezzettamento in parti di una macchina in cui ogni specialista vede solo quello che lo riguarda specificamente perdendo così il senso dell’insieme. In questa ottica nessuna branca specialistica è indipendente dalle altre e la collaborazione tra specialisti è obbligatoria.

Ciò pone però un problema importante: a chi si deve rivolgere per primo un paziente affetto da problematiche di disfunzione? Esiste una figura specialistica che possa assumersi un ruolo di diagnosi e per così dire di “direzione dei lavori” nei casi interdisciplinari, che possono essere cioè risolti pienamente solo col concorso di piu’ specialisti?
La risposta è no se ci riferisce a una figura istituzionale che di fatto per l’appunto non c’è. In teoria però ciascuno degli specialisti summenzionati potrebbe assumersi la responsabilità di un trattamento qualora riconoscesse innanzitutto la validità di una visione olistica e sistemica e fosse quindi poi in grado d’interagire con gli altri in modo valido e finalizzato.
In pratica esistono specialisti che si confinano strettamente nel proprio campo, specialisti che riconoscono la possibilità d’interazioni sistemiche con colleghi di altra branca, ma non le perseguono per vecchia abitudine o per mancanza di organizzazione in tal senso, specialisti che vorrebbero collaborare ma non trovano colleghi che corrispondano all’esigenza, specialisti che saltuariamente in casi particolari si trovano ad interagire e, infine, specialisti “cultori “ della visione olistico-sistemica che si costituiscono in Team con colleghi di analoga visione e collaborano continuativamente affrontando ogni caso in questa stregua. Quindi ciascuno dei componenti del team potrebbe assumersi la responsabilità dell’indirizzo diagnostico e terapeutico ogni volta che si trova ad affrontare un caso clinico che lo richieda.

Da quanto abbiamo esposto si desume chiaramente che l’ortognatodontista, gnatologo per definizione implicita in quanto si occupa peculiarmente della crescita e dello sviluppo armonico dentomascellare, deve sempre valutare il proprio paziente in quest’ottica. Si potrebbe quasi affermare che dovrebbe guardare i denti non prima di aver valutato l’atteggiamento posturale psicosomatico e che debba inquadrare ogni opzione di trattamento nel quadro delle conseguenze che si ripercuoteranno nel contesto posturale globale.

 

 

Posturologia

 

Per definire la postura del corpo umano esistono molte formule, di cui alcune valide, ma nella loro semplicità comunque limitate rispetto alla complessità della natura umana.
Una formula di compendio potrebbe essere “La postura è l’espressione somatica dell’atteggiamento relazionale dello psicosoma umano con la propria interiorità e con l’ambiente che lo circonda“. Questa definizione permette validamente  di porre l’accento su tre aspetti estremamente  importanti e spesso sottaciuti:

1) la postura corporea è una funzione integrata individuale su cui  psiche, soma e ambiente esterno agiscono con un gran numero di variabili, una  cui analisi completa ed esaustiva (che può e deve però rimanere l’obiettivo teleologico della ricerca)   è attualmente IMPOSSIBILE.

2) un professionista impegnato in questa clinica con un buon corredo di semeiotica  medica magari coadiuvata da un’analisi strumentale veloce, economica e sufficiente può evidenziare le variabili più importanti ed intervenire positivamente.

3) è infatti POSSIBILE sempre migliorare la postura individuale con un appropriato intervento del posturologo  ma per ottimizzarla  in modo stabile occorre indispensabilmente la collaborazione del soggetto impegnato  personalmente nel percorso terapeutico suggerito. E' importante  assumere nel  livello cosciente l'obiettivo salute come parte della propria individuazione.

   E’ possibile  che la nostra definizione tagli la testa  alle polemiche  e alle querelles più comuni in materia, soprattutto quelle riguardanti i rapporti tra l’occlusione dentale, la gnatologia e la postura corporea globale. Le dispute che attraversano questo campo sono dovute a vari fattori ma il principale ci sembra l' aderenza a vecchi modelli di attribuzione di ruoli terapeutici che frammentano la classe medica in specializzazioni di branca troppo spesso  a loro volta  frammentanti l’unità psicosomatica dell’uomo.

       Le aspettative che sono state  determinate in funzione di ciò nel pubblico utente,  fanno ritenere ai  cosiddetti pazienti (termine che è semanticamente indice di un concetto antiquato) di dover pretendere ed ottenere una rimessa in efficienza del corpo rapida e meccanicista con un rapido intervento riparatore dell’operatore sanitario: a nostro parere l’interazione tra medico e paziente va rivisitata e corretta recuperando un concetto di collaborazione cosciente nel rispetto dei ruoli  piuttosto che di adeguamento passivo e  nello stesso tempo comodo e pretenzioso ad una imposizione terapeutica incompresa.

  Le spiegazioni fisiologiche elementari dell’omeostasi posturale sono peraltro a disposizione di tutti quelli che  vogliano finalmente leggere o rileggere un testo di fisiologia umana (esame fondamentale del terzo anno della facoltà di medicina), sufficiente a descrivere l’anatomia funzionale del sistema nervoso centrale e periferico e del sistema osteotendineomuscololigamentoso. Gli approfondimenti focalizzati degli studiosi di gnatologia e posturologia traggono infatti necessariamente  dalla fisiologia di base le loro indispensabili premesse e non c’è dubbio che è proprio dalla mancanza di queste nozioni base che si possono riconoscere le speculazioni improvvisate di  santoni” di scarsa cultura che infestano il campo contribuendo alla confusione dei pazienti e alla mistificazione di una materia che è invece di per sé molto chiara quando affrontata con una chiave di pensiero che integri le conoscenze scientifiche con una visione sistemica e olistica dell’esperienza umana.

    Sotto questo profilo ci sentiamo di affermare che per un professionista sanitario affrontare la clinica delle disfunzioni posturali secondo un’ottica SISTEMICA ed OLISTICA non è più solo un piacere o un’originalità interpretativa ma è un dovere IMPRESCINDIBILE. Il pensiero sistemico offre infatti la possibilità di comprendere chiaramente come mai sia così difficile riconoscere in tanti casi la mancanza di aderenza dei successi clinici ai principi di sperimentazione basati su correlazioni causa-effetto lineari. Quest’ultime sono molto utili in alcuni aspetti della ricerca sanitaria, ma il loro utilizzo non può essere indiscriminato ed assoluto perché insufficiente e non adeguato alla complessità dei sistemi, le cui proprietà emergenti sono studiate e interpretate secondo dei principi autoreferenti.

BITE
Bite è un termine diventato di uso comune per indicare una placca, normalmente in resina, da porre tra le due arcate dentarie.....>>

 

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